Seguici su
Cerca

Storia

Ultima modifica 27 ottobre 2023

La storia di Garzeno è per gran parte legata a quella delle bellissime montagne che fanno corona al paese e che coi loro toni ne connotano l’aspetto al variare delle stagioni.
Comune montano della valle dell’Albano, è posto lungo la strada che da Dongo sale al passo di San Jorio (m 2004), collegando l’Alto Lario con la Valle Mesolcina e Bellinzona, in territorio elvetico. Attraverso questa via s’indirizzarono le mire espansionistiche dei Sacco, feudatari della Val Mesolcina, che nel 1220 ottennero da Federico II il dominio di tutto il cosiddetto “Monte di Dongo”, comprendente Garzeno, perduto nel 1284 e nuovamente recuperato  nel 1402. Passato ai Trivulzio, il territorio fece poi parte del feudo delle Tre Pievi che il cardinale Tolomeo Gallio ottenne nel 1580 da Filippo II.
Il comune è costituito da un nucleo d’impianto antico, poi sviluppatosi abbastanza estesamente, e da alcune frazioni disperse sulle coste dei monti. Nel centro storico vanno segnalate diverse case rustiche, alcune delle quali con affreschi votivi, in particolare nella via Lamiolo, oltre a cappelline e fontanili.
Nella frazione di Catasco, in luogo dell’antico oratorio di S. Bernardino, si trova una chiesetta di costruzione recente, che conserva sull’altare dedicato al santo una tela settecentesca con la Vergine in gloria e Santi.
Ultimo centro abitato che s’incontra lungo la via del Passo di San Jorio. Rimane in una posizione ben protetta dai venti che spirano sul lago e, per tutto l’anno, è caratterizzato da un clima mite ed asciutto. La parte vecchia del paese, che circonda la casa parrocchiale, è raggiungibile tramite una mulattiera ciottolata, stretta e ripida; le case in pietra, tutte raggruppate assieme, seguono la stessa inclinazione del pendio montano.
Da questa località partono numerosi sentieri che raggiungono Brenzeglio, il monte Marmontana, il passo di San Jorio e, percorrendo la mulattiera che risale il versante sinistro si giunge al rifugio "Giovo" (m. 1706). Questo percorso offre, per la presenza in valle di alcune costruzioni rurali tipiche, dalle falde dei tetti molto inclinate e ricoperte di paglia, stralci di cultura medievale.
Nei secoli scorsi l’attività lavorativa dei “garzenesi” era concentrata soprattutto sull’allevamento e sulla pastorizia, grazie all’abbondanza dei pascoli che il territorio offriva. Non si trattava certo di mestieri che costituissero gran fonte di guadagno, tuttavia essi risultavano senza dubbio più proficui dell’agricoltura che, a quest’altitudine, si rivelava più che nei paesi circumvicini destinata ad un mero e menomo sostentamento familiare.
Caratteristiche del patrimonio storico-architettonico sono le abitazioni, che nella parte più antica del paese conservano tutt’oggi le storiche facciate affrescate di un tempo, le numerose "masun" (baite montane con tetto in paglia di segale) sparse sul territorio, e la presenza di boschi e pascoli che ne fanno un vero e proprio paradiso naturale che in molte sue parti offre panorami suggestivi.

 

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?
1/2
Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?
1/2
Vuoi aggiungere altri dettagli?
2/2
Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot